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Bloccare altri utenti, Twitter torna sui suoi passi

Utenti non apprezzati da bloccare? Su Twitter non esiste un rapporto di amicizia biunivoco come su Facebook e il blocco di utenti poco apprezzati è una funzionalità essenziale.

Il social network aveva deciso di cambiare le regole, consentendo agli utenti bloccati di continuare a vedere i tweets e di interagire con gli account di persone che avevano deciso di bloccarli.

Un cambiamento che è durato un solo giorno. Twitter è stata infatti inondata di lamentele al punto che si è deciso di tornare immediatemente sui propri passi. Gli utenti che vengono bloccati solitamente lo sono per questioni di educazione o di buon senso e, come ha affermato il Vice-President of Product Michael Snipey, “non c’è ragione di effettuare modifiche che vanno contro alle esigenze dei nostri utenti”.

Così adesso un utente non può più ne vedere e nè interagire con un altro utente che lo ha bloccato. Il ritorno al passato è stato ovviamente fatto in modo retroattivo ed il pulsante “report Tweet” è un altra funzionalità introdotta di recente che aiuta a combattere il problema di esagerazioni varie durante le interazioni.

Sippey ha affermato che la modifica era stata fatta per prevenire l’abuso, per fare in modo che gli utenti non sapessero di essere stati bloccati da qualcuno. Accade infatti che quando un utente sa di essere stato bloccato spesso reagisce in modo ancora più aggressivo e coinvolge anche altri amici per alimentare la tensione.

“Alcuni utenti si preoccupano sia per le reazioni successive al bloccaggio di un utente e quelle precedenti” – ha spiegato Snipey.

Twitter stà cercando in ogni modo di combattere il fenomeno del cosiddetto “trolling” e continuerà a rilasciare funzionalità per consentire di proteggersi dall’abuso e dallo stalking online.
Per fare un esempio, soltanto in una città come Londra, sono stati riportati alle autorità ben 2.000 crimini riguardanti il “trolling”. “harassment”, abuso, bullismo e fenomeni del genere spesso legati a Twitter sono in crescita del 3.1% rispetto allo scorso anno.

Spesso minacce o tweets violenti o a sfondo sessuale arrivano da IP irraggiungibili e non è sempre facile risalire ai colpevoli. Ad esempio, in Inghilterra, Caroline Criado-Perez è stata minacciata di stupro dopo una campagna che riguardava il fatto di mettere una donna sulle Banconote Britanniche. Anche in Italia casi del genere non mancano e se spesso Twitter aiuta nelle indagini, spesso però diventa un mezzo nel quale si consumano dei crimini verbali che possono talvolta diventare pericolosi.

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