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Cosa significano i terribili effetti del nuovo algoritmo di Facebook?

In molti hanno sperato che fosse solo un’ondata passeggera. In molti credevano che ci sarebbe stato un aggiustamento e che un post su una Pagina Facebook non potesse perdere così tanta visibilità.
La realtà dei fatto è che dalla prima settimana di Dicembre, la “reach” di un post, specie se commerciale, è scesa drasticamente. Da una media del 44% a picchi che arrivano all’88%.

Chi ha subito questo brusco cambiamento sono stati i vari marketeer che monetizzavano attraverso le Pagine Facebook ma anche molte imprese che comunicavano efficacemente tramite la propria Pagina Facebook.

In particolar modo, molti editori di quotidiani di giornalismo partecipativo come FanPage, Citynews e simili, che riuscivano efficacemente a propagare articoli ricchi di pubblicità e video attraverso una rete capillare di Pagine.  C’è addirittura chi, come Calcionapoli24.it, ha denunciato il fatto all’antitrust.

Il 10 Dicembre, Ignite Social Media, ha pubblicato uno studio fatto su 689 post riguardante 21 Pagine Facebook di brand più o meno noti. I risultati sono impietosi, cali drastici quasi per tutti, eccetto che per alcuni che probabilmente riescono a pubblicare post semanticamente e “socialmente” interessanti. E’ un fatto che pagine Facebook di brand più noti, che pubblicano post effettivamente in grado di ottenere engagement, sono riuscite a mantenersi stabili. Si tratta però di pochi sparuti casi, come si può notare anche dalla tabella realizzata da Ignite Social Media.

Poche e stringate le risposte del management di Facebook. Semplicemente che “a causa dei troppi post che arrivano sulla bacheca di un utente, è necessario limitare quelli delle imprese per fornire una user experience migliore”.

Inutile dire che Facebook è stata sommersa di lamentele da parte di tutti. In primis, da parte di aziende che hanno speso somme ingenti per assicurarsi “mi piace” attraverso campagne a pagamento e che adesso si trovano con una massa di “Fan” con cui è diventato difficile comunicare.

Addirittura molte web agencies e marketeer, vogliono ribellarsi a questa situazione abbandonando Facebook. La realtà dei fatti è che purtroppo “c’era da aspettarserlo”. I social media non sono gratuiti e l’utente non può essere bersagliato di post semi-pubblicitari. Odiamo dirlo e anche noi subiamo questo cambiamento che probabilmente è stato troppo repentino e troppo pronunciato.
Facebook non cambierà l’algoritmo e dobbiamo farcene una ragione. Sicuramente è importante seguire il consiglio di Nicholas Carr di evitare il “digital sharecropping”, ossia affidare la propria attività di webmarketing ad una sola piattaforma.

L’altra cosa è semplicemente pensare positivo. Se i newsfeed degli utenti sono meno invasi dai post delle Pagine Facebook, l’advertising può diventare più efficace. Tentare soluzioni diverse come Facebook Offers, ma ancora meglio Post sponsorizzati in grado di generare engagement e ben targettizzati, è un’attività importante che può assolutamente avere un ROI molto positivo.

Usare immagini accattivanti, sicuramente usare bene le opportunità di profilazione che propone Facebook, come gli interessi o gli show televisivi preferiti (cercando di non stare sotto un audience di 80.000 utenti). Testare per pochi giorni per ottimizzare e migliorare il rendimento e variare i post, gli “ad” e i gruppi di utenti a cui destinarli.

Facebook stà portando il “social media marketing” su un piano più vicino alla SEM ed è importante prenderne atto. Sicuramente ad una buona e mirata attività su Facebook è necessario abbinare una presenza, anche a pagamento, sui vari Twitter, FourSquare, YouTube, Linkedin, Vimeo, DailyMotion e via dicendo.
Non perdiamo tempo, mettiamoci a scrivere annunci pubblicitari creativi ed accattivanti il prima possibile e a breve ne sapremo più di chiunque altro.

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