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Google e la SEO: 10 Spunti per l’Estate

Matt Cutts a capo del Quality Team di Google per la SEO annuncia in un video le prossime novità che riguarderanno il motore di Big G.
Qui sotto puoi guardare il video completo, che possiamo dividere in una lista di 10 punti.

Ecco in sintesi cosa succederà a breve

Penguin 2.0
A breve verrà adottata la nuova versione del temuto algoritmo nato per migliorare l’esperienza degli utenti, sempre in cerca di informazioni precise e attinenti alla ricerca.
Già nei mesi scorsi Cutts aveva commentato un articolo chiarendo che si era solo nelle prime fasi di Penguin e che in seguito l’impatto nelle serp sarebbe stato maggiore:

“Because of that, expect that the next few Penguin updates will take longer, incorporate additional signals, and as a result will have more noticeable impact. It’s not the case that people should just expect data refreshes for Penguin quite yet.”

Lotta agli editoriali pubblicitari
Google inizierà a penalizzare tutti quei siti che utilizzano redazionali per ottenere in modo artificiale link in ingresso.
Il termine usato è “advertorial“, un neologismo che fonde “advertisement” cioè annuncio pubblicitario e “editorial” ovvero editoriale.
La prima vittima è stata la nota azienda Interflora, gruppo mondiale specializzato in consegne di fiori a domicilio, che aveva acquistato degli editoriali con link studiati per spingere determinate parole chiave.

Lotta alle query spammose
Il cappio di Google sarà ancora più serrato per tutte le query spammose e per quelle a tema pornografico che ancora erano sfuggite a Big G.

Caccia ai Network di Link
Le parole esatte di Matt Cutts sono state “andremo ancora più a monte” e suonano davvero come un provvedimento definitivo di un generale in guerra contro tutti quei siti di network link.
Un esempio è stato a marzo quando Google ha eliminato dai suoi indici la gran parte della rete di link di BuildMyRank.com, costringendo l’amministrazione a chiudere immediatamente il loro servizio e rimborsare i clienti.

Link ai raggi X
Continua la link analysis di Google con un software in via di sviluppo, che dovrebbe garantire ottimi risultati per capire veramente la natura di un link.

Migliore gestione dei siti hackerati
Quando un sito viene violato, Google provvede a rimuoverlo dalle SERP e a comunicare tempestivamente ai webmaster la violazione, tramite i Webmaster Tools.
D’ora in avanti l’intenzione è quella di migliorare ulteriormente sia i processi per individuare i siti compromessi che la comunicazione con i web master.

L’autorevolezza conta
I siti autorevoli su un determinato argomento riceveranno una spinta verso l’alto nelle SERP di Google per le keyword a cui sono associati.

Il panda è in addestramento
Secondo Matt Cutts per coloro che hanno visto Panda calare come una scure sui loro siti, azzerandone o quasi le visite, si è trattato di casi limite. Google sta ancora lavorando per addestrare il suo Panda in modo che i siti di qualità non escano penalizzati.

Basta con le SERP a grappoli
Entro l’anno Google prevede di diminuire sulla prima pagina dei risultati il numero di siti con lo stesso nome di dominio, in modo da rendere ancora più diversificata (e quindi utile per l’utente) la prima pagina su cui atterra il navigatore dopo aver effettuato la ricerca.
I domain cluster verranno spostati nelle pagine successive.

Pronto web master?
Come già detto in merito ai siti violati, Google si sta impegnando globalmente per migliorare la comunicazione con gli sviluppatori. Aspettiamoci novità dalle notifiche degli Strumenti per i webmaster.

Dunque ecco una bella lista di punti su cui riflettere durante l’estate.

Da questo video è possibile leggere tra le righe un messaggio molto chiaro: ci sono sempre nuove tecniche black hat da usare per spingere un sito ma Google vuole promuovere un uso etico e onesto del web
Dunque quali sono i provvedimenti che deve prendere un webmaster?
Anzitutto realizzare un sito di qualità, ottimizzato e indirizzato verso uno scopo.
Il codice rappresenta le fondamenta della nostra casa virtuale. Esse devono essere solide e funzionali.
Con questa base bisogna poi puntare sulla promozione del proprio marchio e sulla qualità del materiale messo a disposizione, senza ricorrere a tattiche sporche.
Offrire all’utente contenuti di qualità, corrispondenti a quello che sta cercando.
E soprattutto freschi e originali.

Il web è sempre di più social, ovvero orientato verso un dialogo continuo. La buona reputazione si costruisce con i fatti e sono sempre più gli utenti che possono indicare la differenza tra un sito di valore e una “trappola di banner”.
Google sta percorrendo questa strada.

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