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Web Marketing e Personal Branding per psicologi psicoterapeuti

Prendiamo come esempio gli psicologi, ma le stesse considerazioni potrebbe valere per dentisti o professionisti in ambito sanitario.
Chi esercita questa importante professione ormai si è dotato di un sito web in cui esporre i propri servizi ma probabilmente non si rende conto delle opportunità che possono essere generate se si intraprende una strategia di web marketing adeguata.

Basta infatti digitare psicologo o psicoterapeuta associato al nome delle città (anche città piccole come Pisa o Viterbo) su Google ed ecco una sfilza di siti web, gli indirizzi di chi ha un profilo geolocalizzato su Google Plus e diversi inserzionisti adwords.

Ci capita spesso di identificare una strategia a tutto tondo per questi professionisti e se una parte troviamo persone che sanno come gestire al meglio le “lead”, dall’altra spesso dobbiamo adoperarci per fare in modo di convincerli ad effettuare una serie di azioni che servono a consolidare la propria presenza in rete. Azioni fondamentali che richiedono tempo e costanza ma che sono parte integrante della strategia di web marketing.

Ecco una breve guida di 6 punti per creare il cocktail giusto:

1) Sito web autorevole e ricco di contenuto
Non basta semplicemente pubblicare un curriculum al pari di esporre i proprio titoli all’interno del proprio studio e descrivere la propria metodologia.
Il proprio sito deve innanzitutto essere ottimizzato per la SEO, contenere call to action efficaci associate a servizi e consulenze specifiche (psicoterapia infantile, cura dell’ansia ecc.) e possibilmente avere la possibilità di registrare gli utenti in cambio di ebook, newsletter targettizzate o miniguide da illustrare durante un primo appuntamento.
Importante l’autorevolezza, ottenibile non solo attraverso una grafica curata in grado di mettere a proprio agio il potenziale cliente, ma anche dalla pubblicazione di una rassegna stampa, di progetti/ successi particolarmente rilevanti e di testimonianze.

2) Assicurati di coprire le chiavi di ricerca
Inutile cercare di competere solo per keyword “short tail” come “psicologo venezia” o “psicoterapeuta venezia”. Una buona sezione “domande/risposte”, oltre a essere una rubrica utile, può permetterti di comprire anche keyword relative a domande specifiche “rimedi per i disturbi del sonno giovanili”.
Un’attività SEO che include la produzione di contenuto di qualità, magari corredato di foto e video originali e di una continua attività di “Link building” (accertati di avere una presenza in tutte le directory realmente valide) può permetterti di posizionarti bene all’inerno delle SERP.

3) Bloggare è fondamentale
Al centro della tua attività volta a migliorare il “personal brand”, deve esserci un blog. Scrivere in ottica SEO ma anche per targettizare determinati interventi (“combattere lo stress cronico da lavoro). Non solo il proprio blog, è necessario completare la propria attività editoriale magari scrivendo contributi anche per altri magazine di settore alfine di migliorare la propria autorship.

4) Social Media Marketing
La presenza su Facebook può essere importante ma quella su Linkedin e Google Plus è cruciale. Un profilo ricco di dettagli con collegamenti ai propri clienti ha l’effetto di propagare la propria professionalità mentre rilanciare i propri articoli su Linkedin e su Twitter è una pratica consigliata, specialmente se si ha la sensibilità di scrivere articoli in grado di ottenere consensi e di associarli a hash tag giusti, magari interagendo con colleghi o ex clienti.
Difficile infatti poter pensare a messaggi esplicitamente pubblicitari o a referenze troppo confidenziali da parte di ex clienti anche dato il tipo di settore, normale invece cercare di comunicare la propria esperienza e il proprio approccio con articoli utili ed in grado di incuriosire.

5) Advertising mirato e modello freemium
Una volta che ci si è assicurati di avere pagine di atterraggio efficaci, ricche di contenuto appropriato e di call to action incentivate (colloquio gratuito, ebook, check-up ecc.), è possibile pensare di effettuare campagne SEM avendo l’accortezza di ottimizzarle al meglio.
Sapere quanto vale una lead che arriva dal web, il suo tasso di conversione in appuntamenti e quindi in clienti paganti è una mera questione di efficacia nella loro gestione.

6) Benchmarking con la concorrenza
Quanto può darti fastidio il fatto che un competitor si posizioni meglio di te nei motori di ricerca? Magari uno psicologo alle prime armi o addirittura un counsellor o qualcuno che non fornisce nemmeno i servizi che sei in grado di erogare tu.
Guardando le cose da un’altro punto di vista però, noterai che chi si posiziona bene su Google per keyword “short” spesso ha messo in atto una strategia precia, magari supportato da una web agency professionale. Una buona attività di benchmarketing può esserti d’aiuto per definire la tua strategia di web marketing, per scrivere articoli interessanti sul tuo blog o per definire meglio il tuo ambito di attività.

Adottare un linguaggio corretto per vendere soluzioni tramite la propria credibilità, senza avere paura di comparare le proprie soluzioni ad altre meno ricercate; dare per scontato l’acquisto dei propri servizi evidenziando gli svantaggi o i mancati benefici derivanti dal loro non acquisto; in generale appellarsi alle emozioni e ai miglioramenti “provati” da chi ha deciso di sfruttare i servizi è parte di una strategia che deve essere raffinata di continuo con lo scopo di risultare il migliore e non solo il “meglio posizionato”.

mkt

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